Do you speak English?

29 Settembre 2008

Dedicato a chi sostiene che l’inglese è una lingua facile: provate a leggere questo ad alta voce….

1) Principianti
Italiano:
Tre streghe guardano tre orologi “Swatch”. Quale strega guarda quale orologio “Swatch”?
Inglese :
Three witches watch three “Swatch” watches. Which witch watch which “Swatch” watch?

2) Livello avanzato
Italiano:
Tre streghe ‘trans’ guardano i cinturini di tre orologi “Swatch”. Quale strega ‘trans’ guarda i cinturini di quale orologio “Swatch”?
Inglese:
Three ’switched’ witches watch three “Swatch” watch switches. Which ’switched’ witch watch which “Swatch” watch switch?

3) Masters
Italiano:
Tre streghe svedesi transessuali guardano i cinturini di tre orologi “Swatch” svizzeri. Quale strega svedese transessuale guarda quale cinturino di quale orologio “Swatch” svizzero?
Inglese :
Three swedish switched witches watch three swiss “Swatch” watch switches. Which swedish switched witch watch which swiss “Swatch” watch switch?


Il computer è di genere maschile o femminile?

24 Settembre 2008

Una maestra stava spiegando alla sua classe che in Francese, diversamente dall’Inglese, i vocaboli possono essere maschili o femminili. Per esempio:

  • The house in francese è femminile: la maison
  • The pencil in francese è maschile: le crayon

A questo punto uno studente curioso chiese: “E il computer di che genere è? “

La maestra, sorpresa, ammise di non saperlo e la parola non figurava nemmeno nel dizionario di Francese. Così, per divertirsi un po’, la classe fu divisa in due squadre; ovviamente maschi da una parte e femmine dall’altra, e si chiese ai ragazzi di decidere loro a che genere appartenesse il computer, dando almeno 4 buone ragioni.

La squadra dei ragazzi decise che il computer non poteva essere altro che femmina, in quanto:

  1. Eccetto il creatore, nessuno può capire la sua logica interna
  2. Il linguaggio nativo che usa per comunicare con gli altri computer è incomprensibile per chiunque altro
  3. Anche gli errori più piccoli restano immagazzinati per sempre in memoria per poterteli rinfacciare
  4. Appena l’hai comprato ti ritrovi a spendere mezzo stipendio in accessori

La squadra delle ragazze, ovviamente, arrivò alla conclusione che il computer era di genere sicuramente maschile perché:

  1. Se vuoi fare qualcosa con lui, prima lo devi accendere
  2. Anche se ha molti dati non riesce a pensare da solo
  3. E’ stato inventato per risolvere i problemi, ma nella metà dei casi è lui il problema
  4. Appena l’hai comprato ti accorgi che se avessi aspettato ancora un po’ ne avresti potuto trovare uno migliore…


Alcuni esempi di vernacolo fiorentino

23 Settembre 2008

Per la serie: “Meglio in un Blog che nello spam”, ecco a voi alcune forme dialettali in puro vernacolo fiorentino riprese da una delle tante catene che si diffondono per posta elettronica… buon divertimento!

ABBOLLORE
Di qualcosa estremamente calda. ‘La minestra è abbollore!’ (da bollore)

A UFO
A sbafo. Dalla sigla A.U.F. (ad usum fabricae), posta sui materiali destinati alla costruzione del Duomo di S. Maria del Fiore, esenti da ogni dazio e gabella

AZZANELLA
Parte della carreggiata esterna all’asfaltatura, spesso dissestata.

CHIORBA
Testa. ‘Che chiorba dura t’hai!’

PEZZOLA
Fazzoletto, spec. di grandi dimensioni.

TATTAMEO
Di persona stupidotta, bischera.

TOCCO
L’una, le tredici, riferito all’ora: ‘Che ora è?’ ‘E’ il tocco e un quarto!’

TU’ NE TOCCHI!
Letteralmente, ti picchio, usato in maggioranza dai genitori verso i figli capricciosi.

E UN FO’ LA FINE D’I'BIRINCIALLA
…che morì senza assaggialla’. Un modo per dire che ‘non si sta con le mani in mano’ e che dunque non si muore vergini.

VOLERCI LE BINDE
Con grande sforzo e tempo. Da binda, argano [dall'alto Tedesco antico 'winde', argano]

ARRIVARE DOPO I FOCHI (DI SAN GIOVANNI)
A Firenze, a giugno, si festeggia la festa del santo patrono (San Giovanni Battista). Questa festa comprendeva tornei, un palio di cavalli (ricordato da Dante e Boccaccio),una fiera. Alla fine c´erano i fuochi sui quali si facevano saltare uomini e bestie in base alla tradizione della benedizione `per ignem´. Arrivare a fuochi spenti significa arrivare a cose fatte.

CHE S’HA A’ IRE?
Letteralmente: andiamo via?

BISCHERO
Persona poco acculturata e poco furba, che assume atteggiamenti chiaramente poco convenevoli e poco convenienti. L’origine di questo termine non è chiaro, anche se l’ambiente è chiaramente quello Toscano, da Firenze fino alla maremma. Per qualcuno deriva dall’organo genitale maschile, per altri dal cognome d’una antica famiglia fiorentina celebre per gli investimenti finanziari sbagliati, per altri ancora dalla chiave che regola gli strumenti a corda, per finire con il bischero di padule, che è quell’arbusto che cresce sulle sponde delle paludi, o dei fossi d’acqua ferma, che avendo il peso sulla sua estremità, è sempre in continuo ondeggiamento, per cui ogni piccola ventata lo muove, come il bischero che si lascia convincere dal primo venuto, senza valutare ‘con la zucca’ sulle spalle. Quindi, anche se usato in maniera scherzosa ed abbastanza colloquiale, significa stupidotto, scemotto, quando non significhi qualcosa di peggio: dipende quindi anche dal tono di voce che viene usato, e dal contesto in cui viene detto. Dall’aggettivo personale, deriva anche l’aggettivo più relativo ad una situazione o ad un contesto: quando si commette una bischerata, significa che si è fatto un qualcosa senza pensarci troppo su, ed il risultato è stato chiaramente fallimentare, come del resto sarebbe stato lecito attendersi, se solo ci avessimo pensato un poco prima di agire!

AVERE LE CHECHE
O anche le Idee, significa assumere un comportamento da cui traspare con evidenza o un certo stimolo sessuale, oppure una lieve insanezza temporanea che porta a fare discorsi poco sensati.

EH! SE FOSSI NE’ MI’ CENCI…!
Richiamo di colui che parla alle proprie condizioni di gioventù.

GANZO
Aggettivo che indica, con una certa ammirazione, qualcosa che è capace di stupire. Indica però anche l´amante della moglie o del marito.

GINGILLONE
Colui che è lento nel fare le cose, che magari ne inizia molte e non ne conclude una.

GORA
Traccia salina che viene lasciata dal sudore estivo o primaverile sotto le ascelle delle camicie.

BONA UGO!
Buonanotte… oppure Figuriamoci!

TUMM’HAI BELLE DIVERTITO!
Mi hai gia’ stufato.

‘LE VENISSE QUEL CHE VIENSE A ROSA, CENTO FRIGNOLI E POI FU SPOSA’
Un modo per accidentarsi tra donne…

PETTATA
Dicesi di pendio molto ripido e difficoltoso.
Esempio:
- Manca ancora molto per arrivare in cima?
- Sì, bada che pettata c’è da fare ancora!!!

PUNTO
Non è punto la macchina Fiat, ovvero, non è per nulla la macchina Fiat. Punto è proprio un avverbio di negazione assoluta, che sta a significare che di quella cosa, non ce ne sta proprio neanche una piccolissima parte. C´ hai del pane? Non ce n´ho proprio punto! A si? Non va punto bene!

DIACERE
Dormire. Es.: ‘A ì’ tocco si va a desinare e dopo si va a diacere a letto’.

O COME TU TI SEI CONCIATO?
Sei vestito male; sei di brutto aspetto.

GIUEEEEE!!!
Esclamazione di stupore

S’ ANDA’ BENE DI PERRIDERE…!
Frase usata in maniera ironica quando le cose non vanno per il verso giusto. Es.: ‘ M’hanno fatto la multa anche stamattina… eh s’anda’ bene di perridere…! ‘

ESSERE IN CIAMPANELLE
Stare male… ‘non essere nei propri cenci’

FARE COME IL MOSCONDORO, CHE GIRA GIRA CASCA SEMPRE NELLA MERDA
Quando un gruppo o una persona non si decide per un posto, un ristorante, una spiaggia e rischia di finire in un postaccio

ESSERE PIU’ SUDICIO DEL COCO LANDINO (O COCO LEZZONE)
Evidentemente uno chef lercio

ESSERE PIU’ DURO DEI SAMMORESI
Si dice perchè gli abitanti di San Mauro a Signa hanno fama di zucconi

PERETOLA (O SESTO), BROZZI E CAMPI E’ LA PEGGIO GENIA CHE CRISTO STAMPI
Questi paesi avevano un tempo una sgradevole fama (Malaparte scrive che i pratesi avevano paura a passare per Campi di notte)

LEATI DA TRE PASSI
Modo elegante per mandare al diavolo qualcuno

MEGLIO UN MORTO IN CASA CHE UN PISANO ALL’USCIO!
Non ha bisogno di spiegazioni…

SENZA LILLERI, UN SI LALLERA
Senza quattrini non si fa nulla

COSA C’ENTRA IL CULO CON LE QUARANTORE?
L´origine di questo modo di dire fiorentino è attribuita ad un incidente avvenuto in una chiesa fiorentina, durante l´esposizione solenne del Santissimo Sacramento, pratica conosciuta col nome di ‘Quarantore’. Nella chiesa gremita di fedeli sembra che una donna, avvenente e formosa, si sentisse tocare affettuosamente da uno che le stava dietro. le sue rimostranze, il colpevole cercò di spiegarle più con i gesti che con le parole che l´aveva fatto senza malizia, a causa del pigia-pigia: ‘Sono le Quarantore!’, bisbigliò candidamente. Al che l´onesta popolana ribattè indignata ed a voce concitata: ‘Cosa c´entra il culo con le Quarantore’. E dal suo punto di vista, non aveva torto!

DARE LE PASTE
Stravincere, stracciare gli altri concorrenti con tanto anticipo da avere il tempo di cuocere una pastasciutta.

DARE DI BARTA
Ribaltare, capovolgersi.

FARE FORCA
Saltare la scuola.

COME BERE UN OVO
Facilmente.

AVERE LA BOTTEGA APERTA
Eufemismo per ‘avere i pantaloni sbottonati davanti’. ‘Tu hai la bottega aperta’ dice uno, ‘bah’ fa l’altro, abbottonandosi senza fretta ‘tanto ì padrone gli è un bischero’.

ALLAMPANATO
Di persona magrissima: ‘Secco allampanato’

BRINDELLONE
Persona molto sciatta o trasandato. Oppure, scherzoso, giovanottone non aitante nè ben messo (usato per lo più in questo senso)

CIGNATA
Letteralmente, colpo inferto con una cigna (cinghia, cintura), usato però anche per indicare un forte colpo inferto in generale.

DESINARE
sing. masch. Il pasto principale della giornata, di solito a mezzogiorno. ‘Dopo desinare’ ossia, dopo pranzo.

TAMBURLANO
Simbolo di oggetto ingombrante e antiestetico. Usato anche per ‘Mi hai fatto una testa come un tamburlano’, mi hai rintronato con le chiacchere o col frastuono.

DARE I’ PANE A FETTE
Fare male, picchiare… ‘E te lo do io i’ pane a fette!!!’

AVE’ BEUTO L’ACQUA A I’ PORCELLINO
Essere Fiorentini a tutti gli effetti…

CINCI
Pene, per lo piu’ piccolo o di bambino.

A CINCI SCIOLTO (A BISCHERO SCIOLTO)
A briglia sciolta, senza freni.


Un sms per controllare se un veicolo è rubato

22 Settembre 2008

E’ un servizio offerto dalla Polizia di Stato che permette al cittadino di poter effettuare un controllo dei veicoli rubati presso la banca dati delle Forze di Polizia anche dal telefono cellulare.
Per vedere se è stata presentata una denuncia di furto relativa alla macchina che vi interessa inviare un SMS al numero +39 320 3885858 con scritto T <spazio> e il numero di targa dell’automobile o della moto sospetta (Es T RM1H0217). Pochi secondi dopo vi arriverà un messaggio che ha come mittente “Mininterno” con le informazioni che desiderate.
Se il mezzo non risulta segnalato (almeno fino al periodo indicato) alle forze di Polizia vi arriverà un sms con il seguente testo: La targa richiesta non risulta nell’archivio dei veicoli rubati
Se invece per la macchina, o moto che sia, è stata fatta una denuncia di furto questo è l’esempio di un messaggio che potrebbe arrivarvi:
Trovato:FURTO Targa: RM1H0217 telaio:NON PRESENTE modello:AUTOBIANCHI Y10 AUTOVETTURA Denuncia: 08/04/1997 c/o Commissariato Salario Parioli – Roma dati al: 21/11/2003.
In questo caso se si desiderano ulteriori informazioni o se si vuole segnalare un’auto sospetta bisogna rivolgersi al più vicino ufficio di Polizia (113) o dei Carabinieri (112).

Fonte ufficiale:
http://www.poliziadistato.it/pds/ps/altriservizi/sms.htm


Teorema: a parità di prefisso, l’operatore telefonico… cambia!

17 Settembre 2008

Il servizio della portabilità del numero di cellulare tra diversi operatori ha sicuramente portato diversi e indiscussi vantaggi ma, allo stesso tempo, ha anche creato alcuni problemi.
Il più lampante è che da oggi non è più possibile ricavare il gestore telefonico dal prefisso del numero di cellulare che stiamo chiamando. Infatti, mentre prima i classici 338, 339 erano sicuramente TIM, i 328, 329 Wind e cosi via, oggi questo non è più vero. Ovviamente i gestori telefonici hanno continuato a creare le tariffe in base al numero chiamato (stesso operatore solitamente costa meno). E qui sorge il problema.
Infatti oggi un utente potrebbe cadere in inganno e, in caso di chiamata ad un cellulare con lo stesso suo prefisso, non pagare la tariffa “ridotta”, ma bensì quella piena; questo perché l’altro utente ha cambiato gestore mantenendo lo stesso numero.
Per venirci incontro, esiste però un servizio per conoscere a quale operatore è associato un determinato numero telefonico. Per accedere al servizio basta chiamare (da cellulare) il numero in questione anteponendo il prefisso 456 (Es. se voglio conoscere l’operatore usato dal numero 12345678 dovrò comporre il numero 45612345678) e una voce ci dirà l’operatore telefonico utilizzato dal numero.

Ma è davvero cosi comodo e soprattutto utile?